A dire il vero non siamo molto abituati a legare il termine PACE a concetti dinamici. Raramente sentiamo dire: "Quell'uomo si affatica in pace",
"lotta in pace", "strappa la vita coi denti in pace"...
Più consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni:
"Sta seduto in pace","sta leggendo in pace", "medita in pace" e, ovviamente, "riposa in pace".
La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia da camera
che lo zaino del viandante.
Più il comfort del salotto che i pericoli della strada.
Più il caminetto che l'officina brulicante di problemi.
Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli.
Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato.
Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.
Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che
la pace non è un dato, ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno.
Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo.
La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio. Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari.Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale "vita pacifica". Sì, la pace prima che traguardo, è cammino.
E, per giunta, cammino in salita.
Se è così, occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza essere mai partito, ma chi parte.
Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista,
anche se mai - su questa terra s'intende - pienamente raggiunta.
+ TONINO BELLO
”DENTRO AL TUO CUORE RISUONA LA VOCE DI DIO: ASCOLTALA”
Ciò che Zaccheo sente dentro diventa il motore che lo spinge ad agire
Anche io come Zaccheo:
I ragazzi della scuola di catechesi addobberanno un albero nello spazio della 25 Ore con tante locandine create da loro, che presentano uno slogan, un motto, un'immagine, una vignetta o una riflessione sul tema proposto.
”OTTAVO: NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA”.
E’ il comandamento che chiama al servizio della verità,. Proibisce quindi di tradirla nella relazione con gli altri, attraverso la menzogna, l’inganno, la calunnia, la maldicenza, la diffusione dell’errore, la violazione del segreto, l’uso distorto dei mezzi di comunicazione sociale.
Ci siamo appoggiati anche a quanto recentemente ci ha comunicato il nostro Vescovo: “quando scende il buio, non gridare al buio, accendi una luce” per affermare che noi siamo incaricati di portare la luce di Dio anche con le nostre parole.
I 200 ragazzi dei 13 gruppi della scuola di catechesi sono stati invitati ad approfondire il tema, scegliendo i linguaggi, le tecniche e le esperienze più variegate ed ogni classe è stata invitata alla conclusione del percorso a redigere un cartellone con uno slogan significativo che sarà esposto durante la 25 ore per la pace.